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Spettacoli
Rossella Brescia & Josè Perez in "Carmen"

Rossella Brescia & Josè Perez in "Carmen"

Parco Trinità Manenti, Mascalucia 08/08/2010

 

 

 
 
 
 
  Rossella Brescia & Josè
                            in
        CARMEN
 
Balletto in due atti di Luciano Cannito

  

Costumi di Maria Hoffmann
 
Regia e coreografia di Luciano Cannito
 
Premio Bucchi 2008
Miglior coreografia
 
Premio Danza & Danza
Miglior colonna sonora
di balletto
 
Premio Ginestra D'oro
 
 
TUTTE LE CARMEN DEL MONDO 
Di Luciano Cannito
 
Un gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista-“Escamillo” e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere “Don Josè”.
L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine, belle passeggiate e tanta televisione.
La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia.
Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità.
Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta…
La potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare il nome “Carmen” un archetipo universale della cultura dell’Occidente.
Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema, voluttà, forza e istinto.
Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di possedere solo se stessi e la propria libertà.
La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata nell’isola di Lampedusa, isola
del Sud per la ricca e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati e profughi in
fuga chissà da dove e chissà per quanto tempo.
Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla sera.
Carmen può essere oggi una sudanese, una kurda, un’afghana, una kosovara, un’albanese, una
pakistana, e non ha paura di rischiare tutto per la propria libertà. E’ una giovane donna che, come una
leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza e libertà.
Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può comprare.
E’ invece l’uomo-Don Josè ad essere un poveraccio imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha nulla da perdere.
E poi c’è l’Escamillo dell’Opera di Bizet. Il grande torero. Il “macho”, diremmo noi oggi.
Straordinario ritratto anche questo, di personaggio archetipo. L’uomo del successo, l’uomo
della gloria effimera. Tutto sommato l’uomo della superficialità.
La storia di Carmen termina con la morte di Carmen. Ma perché non ci chiediamo che fine
farà Don Josè? Chi è il vero perdente? Chi muore o chi resta vivo, ucciso nell’anima, nella
fede, nell’orgoglio, nella speranza?
Don Josè, Escamillo, Carmen.
Potere, Successo, Libertà.
Insicurezza, Superficialità, Solitudine.
Egoismo, Egocentrismo, Sacrificio.
Le stesse parole di sempre. Gli stessi desideri di sempre.
E sempre gli stessi prezzi da pagare.