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Mascalucia Festival della Danza

Mascalucia Festival della Danza

Anfiteatro Parco TrinitÓ Manenti, Mascalucia (Ct) dal 11/08/2013 al 15/08/2013

 

                                                       

 

 

 

                                               

 

 

 

                                            Balletto del Sud

                                                      in

                                                 Carmen

 

Carmen", balletto in due atti di Fredy Franzutti è una delle produzioni più di successo della sua compagnia il "Balletto del Sud". In una versione della celeberrima eroina di Prosper Mérimée si esalta il carattere della bellezza medusea che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet al quale testo dedicò un opera lirica. Carmen è ambientata (nel testo e nella versione musicale) in una Spagna letta da un punto di vista non autoctono. Ovvero da autori che ne colorano la componente esotica aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare di questa terra che fu crocevia di popoli e culture (musulmani, cristiani ed ebrei). Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albeniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi. Il modo in cui i personaggi vivono elementi come: il fato, il destino avverso, la superstizione, la passione, il tradimento, la gelosia fino all'omicidio d'onore  è tutt'ora invariato in produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee a cui la coreografia fa riferimento. La Carmen di Fredy Franzutti ha avuto, in due anni, circa 70 repliche nei più prestigiosi teatri italiani, e nel' aprile 2010 ha avuto 6 repliche all'opera di Tirana alla presenza di Sali Berisha e di numerose autorità albanesi.

 

 

 
   

 

La Vera Storia di Zorba il Greco

Con Luigi Martelletta

 

 

 

 Alle soglie del matrimonio, un uomo viene assalito dai dubbi e dai timori e inaspettatamente si allontana dalla sua amata e dalla sua terra, la Grecia, per iniziare un viaggio sia attraverso il mondo, sia attraverso se stesso. Nei suoi vagabondaggi visiterà terre lontane, luoghi di incantevole bellezza, città pittoresche. Le diversità di atmosfere culturali e di civiltà lo condurranno a vivere sconosciute esperienze di vita tra sogni, speranze, delusioni, dolori, e forti sentimenti d’amore e di amicizia. Il coreografo  e ballerino Luigi Martelletta, ci offre uno spaccato della vita del protagonista, puntando il riflettore sull’essenza intima dell’eroe,  Il balletto, cavallo di battaglia del grande Etoile sin dall’inizio della sua carriera, mai come in questi anni di maturità, si fregia della sua esperienza artistica e del bagaglio culturale maturato in centinaia di repliche da lui effettuate in tutta Europa. E’ proprio in questo momento che Luigi Martelletta l’uomo e Zorba il Greco il personaggio, si fondono mettendo a disposizione l’uno dell’altro le loro esperienze, riversandole sul palcoscenico. La scenografia ed i costumi realizzate per il balletto ci fanno assaporare i colori e le culture dei popoli che via via si susseguiranno nei vari quadri, mentre le musiche originali di Marco Schiavoni e gli inserti musicali tradizionali greci ci daranno l’opportunità di valorizzare oltre l’aspetto artistico, anche quello culturale ed epico che la storia di Zorba ha sempre offerto al grande pubblico.

La conclusione del balletto culminerà con il leggendario Sirtaki, i greci affermano che bisogna danzarlo scalzi, sulla spiaggia deserta, per sentire le pulsazioni della terra. Zorba danza e parla con il corpo ed il suo volo ricuce cielo e terra.

 

 

 

BOLERO OMAGGIO A BEJART

con
GRAZIA GALANTE

 

Il Bolero, danza popolare spagnola fra le più affascinanti nota già alla fine del 1700, ha origini ed etimologia non del tutto certe. Nella versione classica è ambientato in una taverna, dove una zingara che si esibisce su un tavolo, fa lentamente cadere in estasi i presenti. Ravel compose il Bolero per Ida Rubinstein nel ’28 e così lo descrive: “ è una danza dal movimento moderato e costantemente uniforme, tanto nella melodia che nel ritmo, quest’ultimo è marcato costantemente dal tamburo. Il solo elemento di diversità è costituito dal crescendo orchestrale”. Tutto si gioca sulla caratteristica ripetitività della partitura, con progressive entrate degli strumenti sino al climax finale dall’inatteso crescendo.
Questi “18 minuti di orchestra senza musica” (Ravel), hanno stimolato in questi 60 anni la fantasia e la creatività di molti coreografi.
Celeberrima è l’edizione di Maurice Bejart del 1961 che ha avuto grandissimi interpreti tra cui  Grazia Galante.
L’ineguagliabile Bolero del Maestro, è entrato a far parte del patrimonio genetico dei ballerini che lo hanno danzato e forse, un po’, anche in quello di tutti noi: a Bolero non si resiste, ha la capacità di entrare nella vita delle persone, di colpire i sensi, di passare la cute, di entrare nel sangue, di arrivare alle cellule anche più lontane di cuore e cervello.
La coreografia di Maurice Bejart è astratta: Grazia Galante interpreta la Melodia su un tavolo rosso circolare. Intorno il corpo di ballo rappresenta il ritmo, in un crescendo che arriva al travolgimento e al parossismo fino a che il Ritmo inghiotte la Melodia.